controllo di gestione a costi standards

il manager nudo


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piano economico annuale triennale

piano economico

PIANO ECONOMICO ANNUALE-TRIENNALE

1. Il piano economico annuale deve essere indistintamente redatto da tutte le Società del Gruppo, tutte incluse.

2. Ogni qualvolta le previsioni produttive, commerciali, ecc., sulla base delle quali si sviluppa il piano attuale, si presentino in due o più ipotesi, queste devono trovare rispondenza in altrettanti piani economici formulati dalle singole Società.
Ciascun piano economico deve essere presentato alla Direzione Generale dell'Azienda che è tenuta ad operare una scelta, insieme al responsabile dell'azienda stessa, in ambito di Comitato Esecutivo.
Conseguentemente, l'Azienda potrà preparare un piano consolidato, accompagnato da sufficienti motivazioni in merito alle scelte operate.

3. ARTICOLAZIONE DEL PEA
Il Piano Economico Annuale è composto da:
- una relazione al PEA, da redarre seguendo rigorosamente lo schema fornito al punto 9;
- tabelle informative relative a:
1 - Dati Informativi
2 - Stato patrimoniale
3 - Piano Finanziario
4 - Analisi Capitale Circolante
5 - Conto Economico secondo la contabilità generale
6 - Conto Economico secondo l'analisi industriale
7 - Analisi variazione risultato
8 - Analisi spese significative
9 - Piano investimenti
10 - Fatturato a valore
11 - Fatturato a quantità
12 - Produzione
13 - Rimanenze
14 - Personale
Le tabelle con le relative note di commento sono riportate al punto 10.

4. OGGETTO DEL PEA
4.1 Il piano economico attuale permette la valutazione congiunta del PEA dell'anno in corso confrontato col pre-consuntivo, e del PEA dell'esercizio successivo confrontato sia col PEA dell'esercizio precedente che col pre-consuntivo.
Sono oggetto del piano economico annuale:
- il PEA dell'anno in corso
- il preconsuntivo dell'anno in corso
- gli scostamenti in percentuale tra consuntivo a PEA dell'anno in corso
- il PEA dell'anno successivo
- gli scostamenti in percentuale tra il nuovo PEA ed il preconsuntivo dell'anno in corso


4.2 Il piano economico annuale rappresnta in dettaglio il primo esercizio del piano economico triennale.
I dati inseriti nel PEA non devono necessariamente coincidere con quelli esposti nel PET. Se nell'arco di tempo che intercorre tra la presentazione del PET e del PEA sono intervenuti fatti nuovi, questi vanno evidenziati nel PEA.
Sia per il PEA che per il preconsuntivo dell'anno in corso, così come per il nuovo PEA, deve essere riportata la situazione di competenza di ciascun esercizio (dal 1° gennaio al 31 dicembre), secondo i criteri e le modalità di cui ai punti successivi.

5. TEMPI DI ELABORAZIONE
5.1 Entro il mese di aprile dell'anno successivo devono essere inviati, da parte delle rispettive Società, ed in stretto collegamento con l'Azienda: PEG, gli indirizzi per il PET, che contengono anche elementi previsionali per il PEA.
5.2 Nel periodo Settembre-Ottobre, la singola Società sviluppa il proprio piano economico annuale, avvalendosi, per la parte finanziaria, della Azienda: FIN.
5.3 Entro il mese di Ottobre di ciascun anno, i piani economici annuali formulati dalle singole Società devono pervenire alla Azienda: PEG. Ciascuna società è tenuta ad inviare alla Azienda due copie, di cui una originale, del Piano Economico Annuale.
5.4 L'Azienda: DIR GEN provvede ad esaminare i singoli piani economici, sulla base dei chiarimenti richiesti alla singola azienda; ad elaborare le necessarie valutazioni e sintesi, anche di natura finanziaria, necessarie alla compilazione del piano economico integrato di Gruppo; ad istruire le proposte per l'approvazione da parte della Presidenza e del Consiglio di Amministrazione.
5.5 Il piano economico triennale comprende nel primo anno il piano economico annuale già approvato.
5.6 Entro il mese di Dicembre, l'Azienda approva i piano economici annuali, che diventano operativi.

6. RESPONSABILITA'
6.1 La Azienda, in base alle direttive emanate dalla DIR GEN, è tenuta a sviluppare con le singole aziende, ed in accordo con le stesse, le necessarie valutazioni di interesse del settore.
6.2 Il responsabile della singola azienda ha la responsabilità degli obiettivi assunti col piano economico annuale e della valutazione delle azioni e delle risorse a tal fine necessarie.

7. CRITERI GENERALI
7.1 FABBISOGNO FINANZIARIO
Per la copertura del fabbisogno finanziario, le singole Società dovranno formulare, in stretto collegamento con l'Azienda: FIN, le loro proposte.
E' compito della Azienda: FIN coordinare ed orientare le singole società, in collegamento con l'Azienda: PEG, verso le forme di finanziamento più idonee alla copertura dei propri fabbisogni.
Eventuali proposte di aumento di capitali - che potranno in ogni caso essere formulate a titolo di copertura di perdite - devono essere preventivamente concordate con l'Azienda: DIR GEN, che provvede a richiedere le opportune disposizioni in materia.
L'Azienda si riserva, in un secondo tempo, di rettificare le proposte di copertura, in relazione alle esigenze globali del Gruppo.
7.2 VOLUME DI PRODUZIONE
Deve tenere conto di tutti i fattori prevedibili che potrannoinfluire su di esso.
Data la continua ricorrenza del fattore sciopero nella realtà aziendale, deve essere ipotizzata ed inserita nel piano una previsione di larga massima delle ore lavorative perse e dei relativi riflessi sulla produzione.
7.3 FATTURATO (tabelle n°10 e 11 a cura di ciascuna società)
E' richiesto un fatturato al netto delle deduzioni dai ricavi e dei trasporti per vendita.
7.4 STATO PATRIMONIALE INIZIALE
Si deve considerare come situazione patrimoniale iniziale per l'anno in corso la situazione risultante dall'ultimo bilancio ufficiale approvato.
7.5 IMMOBILIZZI TECNICI
Si deve escludere qualsiasi capitalizzazione di spese generali di stabilimento o di sede, nonchè di oneri finanziari (interessi intercalari), e ciò indipendentemente dai criteri che si riterrà opportuno adottare in sede di bilancio.
I valori da riportare sulle varie tabelle a titolo di incremento di immobilizzi tecnici, devono coincidere esclusivamente con quelli che si prevedono di contabilizzare, e non con stanziamenti di altro genere, come emissione ordini, esborso finanziario, ecc.
7.6 MANUTENZIONI ORDINARIE E STRAORDINARIE
Anche se eccedenti la percentuale fiscalmente consentita, devono essere spesate nell'esercizio in cui si verificano.
7.7 AMMORTAMENTI
Le quote annuali, sia di ammortamento ordinario che finanziario, sono da calcolare al massimo livello fiscalmente consentito, con esclusione, per gli ammortamenti ordinari, della eventuale parte anticipata. Eventuali ammortamenti anticipati possono essere presi in considerazione solo per giustificati motivi e comunque previo accordo con l'Azienda: DIR GEN.
7.8 VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE
7.8.1 Prodotti finiti e semilavorati: ciascun gruppo di prodotti o semilavorati deve essere valutato sulla base del costo industriale di produzione (con esclusione cioè di ammortamenti, oneri finanziari e tributari, spese generali, nonchè oneri e/o proventi straordinari).
7.8.2 Materie prime e materiali di consumo: valgono le stesse considerazioni del punto 7.8.1, sostituendo al "costo industriale di produzione" il "costo di acquisto franco stabilimento" (aumentato anche di eventuali oneri doganali).
7.9 INDENNITA DI ANZIANITA'
Le rivalutazioni delle indennità progressive, per effetto di contratti di lavoro oppure di accordi aziendali aventi un determinato periodo di validità, devono essere posti interamente a carico dell'esercizio in cui si verificherà l'evento.
7.10 IMPOSTE
Il risultato netto è conteggiato "pre-imposte", vale a dire prima della eventuale deduzione di imposte sul reddito. Dette imposte devono pertanto essere escluse a tutti gli effetti.
7.11 PROVENTI E ONERI STRAORDINARI
Riguardano proventi ed oneri non di competenza della gestione ordinaria, come rivalutazione, indennizzi, eccedenze oppure svalutazioni (incluse quelle su partecipazioni), differenze di cambio (in particolare su finanziamenti in valuta), ecc.
7.12 RISULTATI
Dal punto di vista finanziario, gli utili e le perdite di singoli esercizi saranno coperti o trasferiti, dedotti gli oneri fiscali, entro il 30 Giugno dell'anno successivo. Le forme di addebito e modalità relative saranno competenza della Azienda ad ogni singola Società.
7.13 PEA ANNO IN CORSO
Si devono considerare i valori del PEA così come risultano dall'ultimo piano economico anuale. (Vale per il futuro, se il PEA anno in corso non è stato elaborato).
7.14 PRECONSUNTIVO ANNO IN CORSO
Si devono considerare i valori più prossimi al consuntivo di fine anno. Nelle aziende con chiusura contabile trimestrale, il preconsuntivo sarà costituito dai valori contabili accertati a fine Settembre dall'esercizio in corso e da una stima dei rimanenti tre mesi. (Questi valori saranno forniti dal Settore Contabilità Generale della Azienda).
7.15 I valori devono essere espressi in migliaia di euro, senza decimali; i valori negativi devono essere riportati tra parentesi; le percentuali devono essere indicate in cifre arrotondate al primo decimale.

8. SCHEMA DI RELAZIONE
La relazione che deve accompagnare il PEA, deve evidenziare in maniera più articolata e dettagliata le strategie da porre in essere per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Si suddivide in due parti:
- la prima parte della relazione deve prendere in esame il preconsuntivo di esercizio con i risultati previsti, analizzando gli scostamenti e motivando le cause, qualora si tratti di variazioni rilevanti;
- la seconda parte della relazione deve fornire una migliore presentazione e valutazione del nuovo PEA.
8.1 OBIETTIVI
Devono essere quantificati il più possibile e non devono limitarsi a semplici enunciazioni di principio, quali ad esempio: "è previsto per l'anno successivo l'aumento delle vendite ed il contenimento dei costi". L'obiettivo deve indicare esattamente, ad esempio, in che percentuale ed in quale valore assoluto, e per quali prodotti le vendite aumenteranno, e quali voci di costo subiranno una riduzione e in che misura.
Particolare riferimento deve essere dato a:
a) miglioramenti economici, sia in termini di riduzione perdite che aumento utili;
b) acquisizione di nuovi mercati o miglioramenti delle proprie quote di mercato;
c) raggiungimento e miglioramento dell'equilibrio economico e finanziario.
8.2 VINCOLI E CONDIZIONI
Devono essere specificati eventuali vincoli che condizionano lo sviluppo del piano economico quali, ad esempio: rigidità del fattore lavoro, prezzi controllati, ubicazioni, limitazioni operativa su certi mercati, limitazioni finanziarie, valutarie ed inflazionistiche, ecc.
8.3 STRATEGIE
Devono essere specificate dettagliatamente le strategie che consentono il raggiungimento degli obiettivi prefissati, e precisamente:
8.3.1 Mercato
Analisi delle prospettive, corredate eventualmente da ricerche di mercato e da orientamentei sulla politica dei prezzi, scelta dei nuovi prodotti e/o modifica di alcuni esistenti, selezione della clientela, rispondenza dei canali di distribuzione, penetrazione in altre aree di mercato, analisi della concorrenza, ecc.
8.3.2 Impianti e produzione
Analisi e costo dei piani di sviluppo e/o ammodernamento degli impianti che si prevede siano realizzati entro l'anno oggetto del PEA.
8.3.3 Ricerca
Il PEA comprende l'analisi dei programmi di ricerca previsti e concordati con l'Azienda: DIR SVI, specificando gli scopi che si intendono perseguire ed i costi relativi.
8.3.4 Struttura organizzativa (come concordato con l'Azienda)
Analisi, previsioni dei nuovi assetti organizzativi che si intendono introdurre entro l'anno oggetto del PEA con relative rappresentazioni grafiche e rispettivi obiettivi che si intendono raggiungere.
8.3.5 Struttura finanziaria, patrimoniale, economica (come concordato con l'Azienda)
Analisi della strategia da porre in essere per migliorare la struttura aziendale nelle tre componenti principali (mediante analisi delle attività correnti, passività correnti, parametri di efficienza operativi, incidenza delle spese più significative rispetto al fatturato, ecc).
8.3.6 Fattore lavoro (come concordato con l'Azienda)
Devono essere evidenziati i problemi e le previsioni legate alla politica di gestione del personale, con particolare riferimento ai programmi di formazione del personale, da porre in essere nell'anno del PEA specificando obiettivi, modalità di esecuzione e rispettivi costi.
8.4 CONDIZIONI POSTE DALLA SOCIETA' ALLA REALIZZAZIONE DEI PROGRAMMI
Si riferiscono in particolare all'opportunità di avere consulenze o apporti conoscitivi, di sostituire i responsabili di determinate funzioni, di intervenire nei confronti della pubblica amministrazione e di altri enti pubblici, di ottenere i necessari mezzi finanziari.
8.5 CONCLUSIONI (di ciascuna Società)

9. TABELLE
9.1 TABELLA 1 - DATI INFORMATIVI
Ha lo scopo di formalizzare l'approvazione del piano annuale: rappresenta una sintesi dei dati gestionali più significativi desumibili dalle tabelle stesse.
Tabella 1 - Riga 1 - Risultato lordo
(tab. 6, riga 14)
Tabella 1 - Riga 2 - Oneri finanziari
(tab. 6, riga 15; tab. 5, riga 8, riga 9)
Tabella 1 - Riga 3 - Ammortamenti
(tab. 5, righe 10/11/12; tab. 6, righe 16/17)
Tabella 1 - Riga 4 - Risultato di gestione
(tab. è, riga 19)
Tabella 1 - Riga 5 - Altri oneri e proventi
(tab.6, riga 23)
Tabella 1 - Riga 6 - Risultato netto
(tab.6, riga 24; tab. 5, righe 17/30)
Tabella 1 - Riga 7 - Fatturato netto
(tab. 6, riga 1; tab.1, riga 7, tab. 10, riga 23)
Tabella 1 - Riga 10 - Nuovi Immobilizzi Tecnici
(tab. 9, riga 7)
Tabella 1 - Riga 11 - Rimanenze
(tab. 2, riga 11; tab. 5, riga 26; tab. 13, riga 20)
Tabella 1 - Riga 13 - Fabbisogno finanziario
(tab. 3, riga 10)
Tabella 1 - Riga 14 - Personale
(totale n. addetti: tab. 8, riga 18; tab. 14, riga 6)
Tabella 1 - Riga 15
E' un indice di redditività delle vendite: indica l'incidenza percentuale del risultato netto sul fatturato netto; si ottiene dividendo la riga 6 per la riga 7 della tab. 1.
Tabella 1 - Riga 16
E' un indice di costo finanziario a livello risultato netto di gestione; si ottiene dividendo riga 2 tab.1 per riga 7 tab. 1.
Tabella 1 - Riga 17
E' un indice di struttura finanziaria patrimoniale: indica in quale misura l'azienda è finanziata dai mezzi propri (Capitale Sociale + riserve + utili non distribuiti - perdite). Si ottiene dividendo i mezzi propri per il totale attività: tab. 2, righe 39/40/41/42/44 meno righe 22/23 diviso riga 21.
Tabella 1 - Riga 18
E' un indice di copertura finanziaria, ed indica in che misura gli immobilizzi tecnici netti sono finanziati dai mezzi propri, dopo aver dedotto le perdite. Tab. 2, righe 39/40/41/42/44 meno righe 22/23 diviso riga 3.
Tabella 1 - Riga 19
E' l'indice di redditività dei mezzi investiti: è dato dal rapporto tra il risultato netto prima della deduzione degli oneri finanziari e la somma del netto patrimoniale e dell'indebitamento complessivo sia a lungo che a breve termine. Si ottiene dividendo tab. 1 righe 6/2 per tab. 2 righe 30/40/41/42/44 meno tab. 2 righe 22/23/25/26.
9.2 TABELLA 2 - STATO PATRIMONIALE
Viene elaborato, per quanto riguarda la colonna preconsuntivo, considerando come situazione iniziale lo Stato Patrimoniale dell'ultimo bilancio ufficiale approvato. I conti sono quelli indicati nel piano dei conti di Contabilità Generale in essere.
9.3 TABELLA 3 - PIANO FINANZIARIO
Nella tabella sono indicate le situazioni finanziarie previste per ogni trimestre. La maggior parte dei valori riportati sul piano finanziario consiste in variazioni tra voci dello stato patrimoniale all'inizio ed alla fine dell'esercizio: ad incrementi di attività corrisponderanno incrementi nel fabbisogno; ad incrementi di passività corrisponderanno incrementi di copertura. Per certe voci sono richiesti gradi di analisi maggiori rispetto a quanto è evidenziato sullo stato patrimoniale.
Tabella 3 - Riga 6 - Incremento altri immobilizzi finanziari
Riportare, a questa voce, variazioni di partecipazioni, titoli ed obbligazioni, depositi cauzionali, brevetti e marchi
Tabella 3 - Riga 7/16 - Incremento rimanenze/Decremento rimanenze
Riportare alla riga 7 gli incrementi delle rimanenze ed alla riga 16 i decrementi
Tabella 3 - Riga 8/17 - Incremento crediti ed altre attività + decremento debiti ed altre passività / Decremento crediti ed altre attività + incremento debiti ed altre passività
Se la differenza delle variazioni nei crediti ed altre attività e quella tra i debiti ed altre passività ha segno positivo (aumento dei crediti e/o riduzione dei debiti) riportare l'incremento risultante alla riga 8, se ha segno negativo (riduzione dei crediti e/o aumento dei debiti) riportare il decremento alla riga 17.
Tabella 3 - Riga 19 - Aumento esposizione a lungo termine
Riportare solo l'accensione di nuovi mutui: le quote di ammortamento mutui devono essere indicate alla riga 5.
Tabella 3 - Riga 20 - Aumento esposizione banche a breve
Riportare soltanto gli incrementi che ogni Società ritiene in grado di reperire sul mercato finanziario.
Tabella 3 - Riga 22 - Aumento Capitale Sociale
Considerare solo gli aumenti connessi ad una diversa struttura patrimoniale che si ritiene opportuno dare alla Società. Gli interventi dell'azionista per coprire eventuali perdite non sono da ipotizzare mediante operazioni sul capitale (svalutazione e successivo reintegro), ma come interventi straordinari (v. riga 24). (Quanto sopra è di competenza della Società: DIR GEN).
Tabella 3 - Riga 24 - Altri interventi finanziari
In questa riga viene inserito, tra l'altro, l'eventuale intervento dell'azionista per la copertura di perdite. Si tratta di un intervento che dovrà essere ipotizzato entro il 30 Giugno dell'anno successivo a quello in cui si manifesta la perdita. (Quanto sopra è di competenza della Società: DIR GEN).
Tabella 3 - Riga 27/28 - Finanziamenti da reperire/Eccedenze da trasferire
Indicare il disavanzo finanziario da reperire o le eccedenze finanziarie da destinare. E' da tener presente che, in tale voce, vanno inseriti solamente i disavanzi di breve termine, che le Società ritengono di non poter coprire con finanziamenti bancari, o le eccedenze di breve termine che non possono essere destinate a capitale circolante. (Elaborazione effettuata per conto delle Società dalla Azienda: PEG).
9.4 TABELLA 4 - ANALISI CAPITALE CIRCOLANTE
Tabella 4 - Riga 1 - Rimanenze
Indicare gli incrementi delle materie prime, materiali sussidiari, prodotti finiti.
Tabella 4 - Righe 2/3/4/5/6 Righe 8/9/10/11/12 - Crediti/Debiti -
I crediti e i debiti, con durata originaria indeterminata o superiore ai 24 mesi, devono essere inclusi o negli immobilizzi finanziari, se si tratta di crediti, o nell'esposizione a lungo termine, se si tratta di debiti.
9.4 TABELLA 5 - CONTO ECONOMICO (contabilità generale)
I conti previsti sono quelli del piano dei conti di contabilità generale. la tabella deve indicare le previsioni economiche trimestrali.
Tabella 5 - Righe 2/18 - Acquisti nazionali/Ricavi vendita nazionale
Devono essere specificati gli importi dei ricavi e degli acquisti intragruppo e a quali Società sono essi imputabili. Qualora si trattasse di più Società, è opportuno allegare a parte l'elenco delle Società ed il corrispondente valore di scambio.
Tabella 5 - Righe 3/19 - Acquisti estero/Ricavi vendita estero
Accoglieranno rispettivamente il valore delle importazioni (materie prime, materiali di consumo, impianti e macchinari, ecc.) e delle esportazioni.
N.B.: Gli scambi in valuta saranno regolati da valori comuni forniti dalla Pianificazione Economica Gestionale (PEG) della Azienda.
9.6 TABELLA 6 - CONTO ECONOMICO (analisi industriale)
La tabella, pur essendo predisposta per una contabilità a Costi diretti (Direct Costing), può essere utilizzata anche da aziende che applicano sistemi di contabilità differenti.
Tabella 6 - Riga 1 - Ricavi netti
Le previsioni trimestrali dei ricavi netti si devono desumere dall'andamento dei ricavi nell'arco dei 12 mesi, in accordo a quelle che possono essere le previsioni circa le spedizioni. Corrispondono ai ricavi lordi meno le deduzioni dai ricavi e meno il costo dei trasporti sostenuti per le vendite e le eventuali provvigioni.
Tabella 6 - Riga 2 - Costi variabili del venduto
Consistono principalmente in quei costi i cui importi variano in funzione delle quantità di prodotto fabbricato, come materie prime, materiali di consumo, energia elettrica, combustibili, ecc. Qualora nell'esercizio la produzione corrispondesse qualitativamente al fatturato, i costi variabili del venduto coinciderebbero con quelli sostenuti nell'intero esercizio. Nel caso, invece, di produzione superiore al fatturato (aumento di rimanenze), i costi sostenuti per l'eccedenza di produzione devono essere utilizzati per la valutazione dell'incremento delle rimanenze, senza che da ciò derivi alterazione alcuna sui margini. Nel caso poi di produzione inferiore al fatturato (diminuzione delle rimanenze), deve essere ipotizzato, agli effetti del margine di contribuzione e per la parte di fatturato attinta dalle rimanenze, un costo pari a quello che si sarebbe sostenuto per produrre nel medesimo periodo quel certo quantitativo (oppure che si sarebbe sostenuto nel medesimo periodo per fabbricare prodotti analoghi); la differennza tra tale costo e quello di carico in rimanenza dovrà essere riportata alla voce: vendita di prodotti in rimanenza, riga 13.
N.B.: nell'ipotesi esista già un valore contabile, verrà utilizzato quest'ultimo ai fini della valutazione dello smobilizzo e relativo margine.
Tabella 6 - Riga 3 - Costi variabili di distribuzione
Consistono in quei costi i cui importi variano in funzione delle quantità dei prodotti venduti (o fatturati); sono rappresentati prevalentemente dalle provvigioni.
Tabella 6 - Riga 5 - Margine di contribuzione
E' dato dalla differenza tra i ricavi netti ed il totale dei costi variabili (industriali, del venduto e di distribuzione). Dovrebbe rappresentare un margine strettamente proporzionale ai quantitativi prodotti e/o venduti, e tale da consentire la copertura dei costi fissi, che vengono elencati ai punti successivi.
Tabella 6 - Riga 6 - Costi fissi industriali
Consistono in quella parte dei costi industriali di produzione il cui ammontare non varia al variare delle quantità prodotte: stipendi, contributi associativi, consulenze tecniche, spese di riscaldamento, illuminazione, cancelleria, ecc. tendono a coincidere con i servizi generali di Società.
Tabella 6 - Riga 7 - Costo fissi di ditribuzione
Consistono in quella parte di costi di distribuzione i cui importi non variano al variare delle quantità vendute (o prodotte): personale, viaggiatori, cataloghi, listini, automezzi, viaggi, consulenze commerciali, ricerche di mercato, spese di pubblicità, fiere e mostre, ecc.
Tabella 6 - Riga 11 - Vendite varie
Questa voce include i margini sulle vendite di materiali e/o di servizi diversi dalla normale produzione della Azienda
Tabella 6 - Riga 12 - Smobilizzi
Include i margini realizzati sulla eliminazione di immobilizzi; sono dati dalla differenza tra il ricavo della vendita ed il costo residuo da ammortizzare.
Tabella 6 - Riga 13 - Vendita di prodotti in rimanenza
In conformità a quanto precisato al punto 7.8 ed alla riga 2 (costi variabili del venduto), alla voce in esame si deve inserire l'eventuale differenza rilevabile, nel caso di fatturato eccedente la produzione, tra il costo industriale (utilizzato al fine della definizione del margine di contribuzione) ed il valore di quella parte di fatturato attinta dalle rimanenze e non dalla produzione.
Tabella 6 - Riga 15 - Oneri finanziari
(v. riga 2, tab. 1; riga 8, tab. 5)
Tabella 6 - Riga 16 - Ammortamenti immobilizzi
Comprende la quota di ammortamenti per immobilizzi tecnici. Tale quota sarà uguale alla riga 3, tab. 1.
Tabella 6 - Righe 21/22 - Oneri straordinari/Proventi straordinari
Come dal piano dei conti. Sia le perdite che gli utili sui cambi vanno indicati in queste voci.
9.7 TABELLA 7 - ANALISI VARIAZIONE RISULTATO
Il risultato netto previsto dell'esercizio deve essere raccordato a quello dell'esercizio precedente, specificandone le principali variazioni. I ricavi e i costi che concorrono alla formazione del margine di contribuzione devono essere analizzati specificatamente.
9.8 TABELLA 8 - ANALISI SPESE SIGNIFICATIVE
Raggruppa tutti i totali dei costi aziendali più significativi siano essi variabili o fissi. E' una tabella che non ha quadratura.
9.9 TABELLA 9 - INVESTIMENTI
Riportarei valori lordi che si prevede di contabilizzare per i raggruppamenti omogenei. Ripartire i valori lordi nelle seguenti classi:
A = NUOVI STABILIMENTI
Consistono nella realizzazione di nuove unità, ubicate in zone diverse rispetto ad altre unità pre-esistenti, che permettono di ottenere produzioni o servizi del tutto nuovi o complementari o aggiuntivi rispetto a quelli in precedenza ottenibili nelle unità funzionanti
B = NUOVI IMPIANTI
Trattasi di installazione, nell'ambito di unità già funzionanti, di nuovi impianti o macchinari, oppure modifiche sostanziali di impianti o macchinari già esistenti, che comportino variazioni di rilievo nelle qualità o quantità della produzione, nei cicli di lavorazione o nello svolgimento dei servizi; richiedono di norma singoli investimenti particolarmente elevati rispetto al valore globale lordo degli immobilizzi tecnici di ciascun stabilimento.
C = AGGIORNAMENTI E SOSTITUZIONI
Possono essere:
- installazione di nuovi impianti o macchinari, per lo più ausiliari, idonei ad aggiornare e realizzare il ciclo produttivo oppure ad adeguare lo svolgimento dei servizi;
- sostituzioni di impianti tecnicamente in stato di usura oppure obsoleti, che vengono eliminati o sostituiti con altri equivalenti o più efficienti o meglio aderenti al lavoro che devono svolgere; deve essere precisato se si tratta di impianti interamente oppure solo parzialmente ammortizzati;
- le manutenzioni straordinarie devono essere interamente spesate nell'esercizio.
D = ECOLOGIA
Riguardano le apparecchiature idonee al risanamento dell'ambiente di lavoro, alla riduzione dell'inquinamento atmosferico, alla depurazione delle acque, ecc. Precisare se si tratta di interventi resi obbligatori da norme di legge o da ingiunzioni di altri Enti. (Legge MELLIN)
E = ANTINFORTUNISTICA ED OPERE SOCIALI
Consistono in investimenti idonei a meglio tutelare la sicurezza del lavoro. Sono incluse le costruzioni o modifiche di opere tipicamente sociali come: mense, spogliatoi, parcheggi auto, ecc. Il piano degli investimenti deve essere completato anno per anno dalla relativa previsione di copertura finanziaria (nella stesura del piano triennale).
9.10 TABELLA 10/11 - FATTURAT A VALORE/FATTURATO A QUANTITA'
Riportare, ripartendolo nei principali gruppi di prodotti o qualità oggetto della normale attività dell'Azienda, il fatturato a valore (tab. 10) ed a quantità (tab. 11). Il fatturato a valore è quello lordo, prima cioè di aver operato deduzioni per sconti, abbuoni, addebiti vari, ecc.
Tabella 10/11 - Riga 23 - Ricavi netti
(tab. 6, riga 1; tab. 1, riga 7)
9.11 TABELLA 12 - PRODUZIONE
Le produzioni devono essere indicate per raggruppamenti in accordo con il fatturato
9.12 TABELLA 13 - RIMANENZE
Verranno indicati i valori delle rimanenze secondo i raggruppamenti riportati sulla tabella, con le modalità indicate nei criteri generali.
9.13 TABELLA 14 - PERSONALE (elaborata con l'assistenza di DIR per l'Azienda)
Tabella 14 - Righe 1/2/3/4/5 - Forza
Il numero dei dipendenti da considerare è quello in forza presso la Società al 31.12.XXXX, indipendentemente dal libro di matricola e/o dal loro eventuale inquadramento in altre Società e della destinazione che avranno contabilmente i relativi costi.
Tabella 14 - Righe 7/8/9/10/11/12 - Costo del lavoro
Il costo del lavoro deve comprendere le seguenti voci:
- retribuzione diretta ed indiretta
- contributi previdenziali
- indennità di anzianità
- spese di trasporto
- provvidenze aziendali per il personale.
Il costo annuo pro-capite deve risultare dalla divisione del costo annuo totale per la forza media.
Tabella 14 - Riga 13 - Ore lavorate operai
Le ore lavorate annue pro-capite degli operai devono risultare dalla divisione del numero totale di ore lavorate nell'anno per la forza media annua.
Tabella 14 - Riga 14 - Costo dell'ora lavorata operai
Deve risultare dal costo annuo totale degli operai diviso per il numero totale delle ore lavorate nell'anno dagli stessi operai.
Tabella 14 - Riga 15 - Fatturato pro-capite ed incidenza costo del lavoro sul fatturato
Il fatturato pro-capite deve risultare dalla divisione del fatturato lordo totale per la forza media annua dell'esercizio considerato. L'incidenza percentuale del costo del lavoro sul fatturato deve risultare dalla divisione del costo totale del lavoro per il fatturato dell'esercizio considerato.