controllo di gestione a costi standards

il manager nudo


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Il manager nudo

Qui di seguito l'introduzione del libro:

IL MANAGER E’ NUDO: COPRIAMOLO

"Oggi dirigere una azienda è più pericoloso che fare una rapina in banca!! Se si fa una rapina si sa quali pericoli si corrono e può “darsi anche che te la cavi”. Se sei responsabile di una società è più pericoloso che andare in guerra!! In guerra sai chi è il tuo nemico , da dove arrivano i colpi e cosa puoi fare per difenderti. In azienda no anche se giri con “l’avvocato in tasca” anche se ce la metti tutta, tutto ti può capitare. Siamo in un paese ove la Guardia di Finanza fa un rilievo nel 96% dei controlli, ove gli Ispettori dell’Inps fanno un rilievo nel 74% dei casi e se una azienda entra in conflitto con un dipendente ha torto, secondo la Magistratura, nel 94% dei casi.

In Italia si sanziona "l’Abuso di Diritto". Fare azienda in Italia dicono che è eroico!!!!

Ogni controllo, poi, della pubblica amministrazione (Inps,INAIL, Arpa ,Gdf ,Asl,ecc) risulta un vero e proprio agguato!! Domande trabocchetto! Atmosfera da inquisizione! In barba ad ogni "statuto del contribuente" vere e proprie scuole, da efferati controlli, esistono nella mente dei controllori!

il manager nudo

Puoi avere ingaggiato il più bravo avvocato, il miglior studio di commercialista, averci messo la migliore buona volontà, ma il tutto non è sufficiente a garantirti "il nessun rilievo"!

Si paga, nei limiti accettabili, cifre ingiuste pur di evitare controlli che porterebbero ad aggravi insostenibili!

Che significato ha portare al fallimento una azienda per insopportabili rilievi e multe insostenibili e non invece una pena educativa che semmai costringe il management a più oneste scelte! Le pene, seppur giuste, devono essere educative e non distruttive!!

Come si fa a capire quale è il limite del proprio diritto e non cadere nell'abuso? Ogni manager dovrebbe far di tutto - OVVIAMENTE NEI LIMITI DELLA LEGGE - e lottare per ottenere il massimo del profitto per la propria azienda, combattendo contro tutti nel lecito delle possibilità, avendo sempre chiari i limiti della legge!

Ma questa chiarezza manca e le interpretazioni del giusto sono molto soggettive e il management si può trovare sul banco degli accusati chiedendosi "perché" e come potevo!! Con tutta la buona volontà del mondo!!

Teniamo poi presente che con un sistema impazzito come il nostro può accadere in ogni momento a chiunque di avere a che fare con la magistratura penale, civile o amministrativa (pensate a cosa può succedere con l'introduzione del "Falso in Bilancio"!!); magistratura che è riuscita a spedire un avviso di garanzia a Madre Teresa di Calcutta per "esportazione clandestina di valuta"!!

Fare azienda in Italia devi essere bravo ma devi imparare anche ad essere fortunato!!!

Per aiutare almeno a gestire al meglio le attività interne, quelle su cui tu, manager/dirigente puoi agire esiste: il sistema di controllo della Gestione, questo è tutto tuo da gestire, e su questo che puoi fare e cercare di combattere per la tua azienda e la tua società.

Tutti parlano di Controllo della Gestione e dei Costi Standards ma, probabilmente pochi conoscono la relativa tecnica di applicazione CONTABILE!! Cioè la possibilità di utilizzare la contabilità per controllare l’efficienza della Gestione Aziendale (come dovrebbe sempre essere) ove "il dare" non è più uguale "all’avere" e la differenza è l’efficienza della società.

Già negli anni '60 alcune grandi società pubbliche italiane (esempio: Italsider spa) - in rapporto con società americane - applicarono i Costi Standards, ma limitatamente ai processi industriali, in quanto le leggi di allora non consentivano l’integrale applicazione dei relativi principi anche nei Bilanci Ufficiali Societari. Successivamente, negli anni '70, un'altra grande società - anch'essa pubblica - la Cogne spa in Valle D'Aosta (8000 dipendenti e oltre 100 miliardi di fatturato di allora) applicò per prima questa tecnica e portò i suoi bilanci in utile dopo 83 anni di inutili tentativi e risultati sempre in perdita.

Negli anni '80 anche alcuna società private cominciarono ad applicare tale tecnica contabile di Controllo della Gestione, generando utili irripetibili (Soc. Fillattice, Fies, Spanfil,Mecfil, ecc). Successivamente, però, il tutto "passò di moda" e la tecnica contabile applicata rimase confinata a poche società, proprio per la mancanza di esperti capaci di svilupparne i principi e divulgarne l'applicazione!!

Nel dopoguerra, in Italia, passarono varie ere di conduzione aziendale:

1°) Era degli ingegneri (le società erano dirette da tecnici) - anni 50/60 - ove era importante ricostruire l'Italia, non importava quanto costavano i prodotti- le barriere doganali proteggevano "l'inefficienza economica". Bisognava prendere la situazione di petto e infatti il seno ha dominato gli anni 50/60: in Italia Gina, in America Marilyn e in Francia Brigitte erano le icone dell'epoca. L’acciaio fu prodotto in grosse quantità e fu la base dello sviluppo della Fiat che raggiunse il 33% del mercato nazionale (comprava infatti l’acciaio dallo Stabilimento Italsider di Cornigliano - Genova a prezzo di costo per accordi intervenuti) e degli elettrodomestici con il conseguente Miracolo Economico Italiano

2°) Era degli avvocati ai vertici aziendali - anni 70/80 - grandi contrasti sindacali, tempi di conflittualità permanente, occorreva pianificare e legalizzare i rapporti societari; fondere e creare nuove realtà economiche. L'attenzione infatti si era spostata verso il basso e gli anni 60 furono gli anni delle gambe e bisognava correre; la minigonna mostrava nuovi orizzonti ai maschi e occorreva spaziare su tutto.

3°) Era degli economisti (era gradita la laurea in Economia e Commercio) anni 90/ 2000; si cominciava a guardare con sempre maggior rispetto agli utili di bilancio, necessari alla sopravvivenza a allo sviluppo. Il mercato comune e i paesi emergenti ponevano infatti sul mercato prodotti sempre più a minor prezzo e sempre di migliore qualità. Intanto arrivava l'era del didietro e infatti occorreva anche una buona dose di fortuna per camminare e correre verso lo sviluppo

4°) Era degli "ingegneri gestionali" dal 2000 ad oggi. Politecnici, Università, Atenei e scuole specializzate li formano e li propongono; organizzano anche gare con coppe in palio tra i giovani di tutto il mondo: La Global Investment Research Chanllenge ne è un esempio. Questi giovani tecnici ingegneri economisti sono oggi richiesti e apprezzati, sono capaci di esporre le migliori analisi finanziarie, capaci di calcolare tutti gli indici economici per evidenziare le diverse realtà aziendali. Ma se gli diamo nelle mani un’azienda in perdita sono capaci di portarla in Utile?? O se è già in utile sono capaci di migliorarne il risultato?? Intanto sul mercato cominciano a sorgere le bocche a canotto d'altura perchè occorreva anche parlare tanto. Impazzavano le P.R. e occuparsi di sociale era determinante anche per le società.

Esistono infatti tecniche contabili capaci di indicare dove, come e quando intervenire per incidere sul Conto Economico della Società. Il Sistema esprime e detta i principi per un’azione di intervento sulla Gestione, capace di evidenziare la strada da percorrere per raggiungere il risultato sperato.

Il passaggio dall'utilizzo dei grossi computer aziendali centralizzati, prima amministrativi e poi tecnici, tipo I.B.M o Univac, all'informatica distribuita ha dato indipendenza operativa agli operatori in tutti i settori aziendali aumentandone l'efficienza, ma annullando il "Data Base" centrale ed ha impedito così proprio lo sviluppo di quelle tecniche contabili gestionali che abbracciavano l'attività dell'intera azienda e portavano ad "investire" in un reparto per ottenere risultati economici in un altro.

Intanto c’è un importantissimo principio da sottolineare proprio in Italia ove si è avvezzi a fare confusione tra Manager e Imprenditore. Le due figure in un paese - l’Italia - ove l’85% circa delle aziende sono piccole - al contrario ad esempio della Germania con % opposta - il socio è anche il conduttore aziendale, è quindi responsabile della Gestione e dei suoi risultati. Da ciò deriva la necessità di affinare ulteriormente il controllo della gestione aziendale: se l’imprenditore deve avere caratteristiche di coraggio, di rischio, di iniziativa e di controllo, mirando al lungo termine, il manager invece deve avere caratteristiche praticamente opposte: concretezza, organizzatore, pianificatore, motivatore, controllo del rischio e mirare a risultati più immediati possibili da concordare con l’Assetto Societario, perseguirli e risponderne. Confondere le due figure porta ad una conseguente mancanza di controllo dei risultati operativi della Gestione e si arriva alla Parmalat o alla Cirio. Negli Stati Uniti le due figure sono distinte e separate e ben difficilmente coincidono - se coincidono succedono cose analoghe a quelle italiane. Se proprio non si riesce a tenere separate le due posizioni in azienda, si opti per una sana, opportuna metodologia di controllo della gestione portando verso il basso le posizioni manageriali e verso l’alto quelle imprenditoriali, senza però offuscare o condizionare il management, sforzandosi di delegare al massimo, controllando i risultati ottenuti e non i metodi gestionali. Tra i concetti da tener presente nella gestione di una azienda è quello derivato dal linguaggio dei Bilanci.

Se si osserva un bilancio di un’azienda e si guarda lo Stato Patrimoniale, a prima vista, nell’idea di tutti risulta, che l’Attivo Patrimoniale è l’aspetto positivo del bilancio aziendale, mentre il Passivo è l’aspetto negativo del sistema patrimoniale aziendale. Ma ad una più approfondita analisi il passivo costituisce la Fonte dei nostri Finanziamenti; cioè chi ci ha dato i soldi, chi ha avuto fiducia nell’azienda, chi è dalla parte dell’Azienda insomma. Più alta è la possibilità di attingere a fonti di finanziamento e più si può sviluppare l’azienda!! Più alto è l’indebitamento e più veloce può essere lo sviluppo aziendale e più numerosi sono i nostri finanziatori. L’Attivo invece costituisce dove e come sono stati spesi i soldi ricevuti! Occorrerebbe dal punto di vista interpretativo della situazione che, suddividendo in tre parti (lungo-medio-breve) lo Stato Patrimoniale Passivo e Attivo, ad ogni parte dell’Attivo investito corrisponderebbe un eguale quantità di Passiva di fonti di finanziamento utilizzato.

Ad esempio, per i capannoni e gli impianti acquistati e riportati nell’Attivo Patrimoniale, corrisponde, al Passivo il Capitale sociale o i Mutui a Lungo, o il Finanziamento Soci; e via di seguito - alla Cassa (nell’attivo) dovrebbe corrispondere debiti a breve in conto corrente (nel passivo), ai crediti verso Clienti corrispondono, nel passivo debiti verso Fornitori ecc. Così anche dal punto di immagine, il bilancio rappresenta lo Stato dell’Arte e della Società.

Se vediamo il bilancio con un ottica finanziaria, possiamo dire che la parte attiva corrisponde agli impieghi dei mezzi finanziari, mentre la parte passiva rappresenta le fonti da cui tali mezzi provengono.
Se poi, come solitamente viene fatto, sia le attività che le passività sono esposte in ordine di durata nel tempo, si ha anche una rappresentazione per natura di fonti e di impieghi.
Schematicamente si può scomporre uno stato patrimoniale come nella tabella seguente.

BILANCIO REDATTO AI FINI FINANZIARI


Ai fini di una prima analisi, è interessante notare se, in un certo stato patrimoniale, vi è una sufficiente corrispondenza tra i vari gruppi di voci delle due parti. Accade, per esempio, che in alcune aziende vi siano forti passività a breve termine e solo modeste attività di tale tipo (scarsa liquidità); ciò significa che, qualora i creditori dovessero chiedere di "rientrare", l'azienda non avrebbe i mezzi per farlo.
Dal semplice bilancio si hanno parecchi elementi, che successive analisi possono approfondire, come vedremo trattando degli indici.
Con i costi si può facilmente calcolare il margine di contribuzione.
Con un ricavo di euro 3.800 si avrebbe infatti:



Una impostazione analitica dei costi come quella citata presuppone quasi sempre l'utilizzo di un centro elaborazione dati, sopratutto laddove questo sistema risulta più efficace, ovvero per prodotti complessi... (...omissis...)"